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DEFINIZIONE DI OMEOPATIA

DEFINIZIONE OBSOLETA

Nel testo del vigente Accordo Stato-Regioni (7.2.2013), l’omeopatia è definita come “metodo diagnostico e terapeutico, basato sulla “legge dei simili”, che afferma la possibilità di curare un malato somministrandogli una o più sostanze in diluizione che, assunte da una persona sana, riproducono i sintomi caratteristici del suo stato patologico”. E, in tale definizione, sono comprese “tutte le terapie che utilizzano medicinali in diluizione”.

Tale definizione istituzionale, obsoleta ed in parte imprecisa, non è stata concordata con i medici competenti a cui spetterebbe proporla. Essa viene tuttavia solitamente riproposta, come se si trattasse di una definizione scientifica ufficiale (probabilmente è l’unico caso in cui si suole accettare la definizione di una branca medica fatta da parte politica o da competenze scientifiche estranee alla branca stessa). Essendo confutabile tale definizione (1), ne viene di seguito proposta una elaborata dal board di redazione, in accordo con le istituzioni omeopatiche ivi rappresentate.

  1. CONFUTAZIONE DELLA DEFINIZIONE CORRENTE DI OMEOPATIA (d): “metodo diagnostico e terapeutico, basato sulla “legge dei simili” (a), che afferma la possibilità di curare un malato somministrandogli una o più sostanze in diluizione (b) che, assunte da una persona sana, riproducono i sintomi caratteristici del suo stato patologico”. E, in tale definizione, sono comprese “tutte le terapie che utilizzano medicinali in diluizione” (c). 
  1. “Legge dei Simili” non è una dizione attualmente comprensibile in termini scientifici, essendo mutuata dalla letteratura dell’800. Essa si riferisce ad una affermazione contenuta nel Corpus Hippocraticus, che postulerebbe una qualche legge di natura o di carattere generale. Nei termini della Fisica Moderna, il riferimento è all’accordo di risonanza fra due sistemi vibratori dovuto all’identità della loro frequenza ed altezza d’onda (c.d. “Finestra di Adey”). Si tratta effettivamente di un principio generale che, in termini condivisi, oggi dovrebbe essere espresso come “fenomeno di risonanza”. Applicata all’omeopatia, costituisce il riferimento teorico ad una delle ipotesi del suo meccanismo d’azione: l’informazione elettromagnetica contenuta nel preparato omeopatico entrerebbe in risonanza con le gamme di frequenza regolatorie del campo elettromagnetico del sistema ricevente. 
  2. Il preparato omeopatico non è una semplice diluizione, ma un processo iterativo diluizione-succussione. La semplice diluizione risulta biologicamente inattiva.
  3. Diversi metodi diagnostico-terapeutici utilizzano medicinali ultradiluiti-succussi: medicina omeopatica, medicina antroposofica, omotossicologia ed altre. Ognuno di tali metodi differisce dagli altri per finalità e procedura clinica ed opera pertanto sotto una sua specifica definizione di branca; ognuno di essi utilizza, inoltre, le sue proprie specialità farmaceutiche. La legge italiana rubrica tutte insieme tali preparazioni farmaceutiche sotto la dizione merceologica generica di “medicinale omeopatico”, generando confusione concettuale nell’utente in merito alla specifica competenza del medico prescrittore ed al tipo di trattamento terapeutico assunto.
  4. Riportare una definizione dell’omeopatia obsoleta ed imprecisa può favorire il preconcetto di una Medicina analogamente obsoleta e non scientifica.

 

DEFINIZIONE PROPOSTA

L’omeopatia è un tipo di Medicina che viene applicata ai sistemi viventi (uomo, animali, ecosistemi), per identificare e curare i processi patologici.

Essa consiste nell’evidenziazione (attraverso la fenomenologia dei segni) dell’informazione scorretta che determina la disfunzione del sistema, e nella sua correzione diretta attraverso la somministrazione di un’informazione analoga tratta da una sostanza (minerale, vegetale o animale).

L’evidenziazione dell’informazione scorretta nel paziente avviene attraverso dell’esame dettagliato dei segni clinici individuali in sede di diagnosi.

La conoscenza dell’informazione contenuta nelle sostanze avviene attraverso prove sperimentali di farmacologia biologica (cosiddetti “provings omeopatici”).

L’estrazione dell’informazione dalle sostanze in modo che sia biologicamente attiva, avviene tramite un processo di preparazione standardizzato (i medicinali omeopatici sono prodotti farmaceutici), il cui meccanismo d’azione è studiato dalla nano-farmacologia, dallo studio fisico del solvente e dal suo comportamento elettronico.

La somministrazione terapeutica dell’informazione avviene attraverso specifici preparati (medicinali omeopatici) che, in ragione delle loro modalità di preparazione farmaceutica, si definiscono come “ultradiluiti e succussi” (UHDS); essi sono adoperati secondo le finalità e le procedure cliniche proprie delle diverse Medicine che li utilizzano.



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