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Epistemologia della Medicina Antroposofica

L'essenza della malattia

Anche se l'esperienza della malattia fa parte della storia personale di ogni uomo, rispondere in modo esauriente a questa domanda non è facile, come testimoniano le sempre diverse definizioni di "malattia" fornite nei testi di legge.

Definire la malattia come "deviazione statistica dalla media" o come la mancanza di uno "stato di benessere psico-fisico" appare sempre vago e comunque insoddisfacente per afferrare la concreta realtà della singola condizione patologica e per programmare un adeguato intervento terapeutico. Tuttavia cercare una risposta alla domanda "Che cos'è la malattia?" è di straordinaria importanza, perché prima o poi ogni essere umano si troverà confrontato con essa nel corso della sua vita terrena.

L'uomo è l'essere vivente organicamente più fragile e maggiormente soggetto ad ammalarsi. Animali e piante si ammalano con meno facilità. Anzi, un'osservazione attenta del mondo animale permette di notare una crescente predisposizione o disponibilità ad ammalarsi a mano a mano che si risale la scala evolutiva. Gli animali superiori si ammalano più facilmente di quelli inferiori. Particolarmente soggetti a malattie sono poi gli animali domestici: proprio quelli che vivono a più stretto contatto con l'uomo.

La possibilità della malattia aumenta quindi nell'animale parallelamente all'aumento della possibilità della coscienza, intesa come ricchezza di vita interiore ed esplicazione di movimento autonomo. Ma l'uomo ci appare veramente come l'essere più soggetto a malattia dell'intero creato: non solo si ammala con facilità egli stesso, ma diffonde di continuo occasioni di malattia attorno a sé, come si manifesta ad esempio in modo sempre più drammaticamente evidente nel problema ecologico. La malattia ci viene incontro come una parte ineliminabile del destino terreno dell'uomo, come una componente essenziale della condizione umana individuale e sociale e dellarelazione dell'uomo con il pianeta Terra.

Non ci basta più quindi guardare la malattia soltanto come il risultato di un agente patogeno esterno, né ci soddisfa il pensiero che possa essere curata con la semplice somministrazione dall'esterno di un certo rimedio. Malattia e guarigione coinvolgono così radicalmente l'uomo intero, nei vari aspetti della sua esistenza, da evocare inevitabilmente il desiderio e il bisogno che esse possono venir indagate proprio tenendo conto di tutti questi vari aspetti, materiali e immateriali, sensibili e soprasensibili. La stessa medicina moderna, con tutti i problemi e i limiti che scopre in sé, manifesta in crescente misura la necessità di una ricerca scientifica ampliata in tal senso.

 

La realtà quadripartita dell'uomo

I progressi raggiunti dai moderni mezzi diagnostici permettono una registrazione sempre più precisa e raffinata dei vari parametri fisiologici del corpo umano e dei loro cambiamenti nelle diverse situazioni patologiche. Tuttavia al paziente non basta una considerazione dei risultati delle analisi del sangue o delle radiografie che non tenga conto della sua situazione umana personale. Il medico stesso si accorge in sempre maggior misura dell'importanza di fattori psichici nella nascita e nel superamento delle malattie: infatti ha acquistato una crescente importanza la cosiddetta medicina psicosomatica. Più di recente si cercano di studiare in modo ancora più approfondito i sottili legami che intercorrono tra sistema nervoso centrale, sistema endocrino e sistema immunitario, scoprendo straordinarie correlazioni fra particolari stati d'animo e il decorso di certe malattie. Sono così indicate due diverse dimensioni della vita umana, dotate ciascuna di leggi particolari: la dimensione corporea e quella interiore.

Solo la dimensione corporea è accessibile all'immediata percezione sensoria o a quella mediata dai vari strumenti diagnostici di uso comune: è la dimensione fisico-materiale, il corpo fisico, che fa parte del mondo sensibile. La dimensione psichica, che possiamo differenziare, riconoscendo in noi una vita rappresentativa, una vita dei sentimenti e una vita degli impulsi volitivi, appare inizialmente solo come un'esperienza interiore soggettiva. Tuttavia è nozione comune che certi vissuti psichici spesso si manifestano anche a livello fisico: per esempio la paura e la vergogna possono causare palpitazioni cardiache o manifestarsi con il rossore o il pallore del viso. Le conseguenze fisico-corporee di eventi psichici possono portare a vere e proprie malattie organiche. Pensiamo per esempio all'angina pectoris o all'ulcera peptica. La dimensione psichica viene definita come corpo astrale dell'uomo, intendendo come 'corpo' un campo di forze: l'insieme organico e intrinsecamente strutturato delle forze e delle facoltà in questione. La capacità di movimento e la possibilità di un'esperienza interiore accomunano l'uomo al mondo animale.

Non basta, per fondare una completa conoscenza dell'uomo, riconoscere l'importanza dell'anima, quale realtà in qualche modo autonoma che si aggiunge a quella puramente fisico-corporea. È necessario prendere in considerazione altre due dimensioni, finora scarsamente considerate dall'indagine scientifica nelle loro particolarità.

Una è la dimensione della vita, con tutte le manifestazioni legate alla crescita, alla configurazione plastica di un vero e proprio organismo, alla rigenerazione della sostanza organica danneggiata o mancante, alla alla riproduzione dell'organismo in toto. Proprio in quest'ambito si può ritrovare la sorgente delle forze di guarigione. Queste forze che portano la sostanza fisica nella dimensione del vivente e la configurano, costituiscono una parte integrante anche dell'essere umano e il loro insieme organizzato viene definito corpo eterico.

I processi biologici hanno un orientamento diverso rispetto alle leggi fisico-chimiche. Lo constatiamo ogni giorno rispetto ai problemi dell'ambiente: ciò che è tecnicamente perfetto e senza difetti, non sempre corrisponde alle esigenze del mondo vivente. L'ambito del vivente accomuna l'uomo con la crescita e il multiforme configurarsi del regno vegetale.

Infine l'uomo è un essere dotato di autocoscienza e autodeterminazione. Ha la possibilità di afferrare se stesso come un'individualità che si confronta con il mondo sviluppando un'attività conoscitiva e agendo in modo responsabile. Tali facoltà si fondano su un suo nucleo spirituale essenziale: l'io.

Questa è la dimensione propriamente umana, che permette all'uomo di produrre civiltà e che gli fa percorrere la sua biografia recependo ed elaborando conoscenza.

Una considerazione puntuale e approfondita della realtà quadripartita dell'uomo in corpo fisico, corpo eterico, anima e spirito (io) permette di afferrarne la complessità strutturale e di ricavarne delle preziose indicazioni per la comprensione dei fenomeni di salute e di malattia.

corpo fisico (organizzazione fisica) regno minerale
corpo eterico (organizzazione della vita) regno vegetale
corpo astrale (organizzazione psichica) regno animale
organizzazione dell'io (spirito) essere umano

Una simile suddivisione non nasce da un'eventuale considerazione filosofica dei rapporti tra l'uomo e gli altri regni della natura. Le diverse organizzazioni sono per l'indagatore spirituale 'esperienze' e si pongono come una realtà autonoma e non come risultato di una speculazione. Solo il corpo fisico può essere percepito con gli ordinari organi di senso: le altre tre organizzazioni possono essere riconosciute in un primo tempo solo tramite i loro effetti nell'ambito dei fenomeni sensibili.

 

La tripartizione funzionale 

La complessità strutturale della realtà quadripartita dell'uomo si manifesta poi nella sua dinamica di forme e di funzioni come una polarità fra le forze messe a disposizione dell'attività neurosensoriale da un lato e quelle messe a disposizione del ricambio e del movimento, armonizzate da un sistema intermedio. Su questi tre ambiti poggiano le tre facoltà fondamentali che riconosciamo nella vita della nostra anima.
Distinguiamo così: un sistema neuro-funzionale, che sta a fondamento del pensare; un sistema ritmico (principalmente sistema respiratorio e sistema cardiocircolatorio) che sta a fondamento del sentire; un sistema del ricambio e delle membra (principalmente ricambio energetico e apparato locomotore), che sta a fondamento del volere.
La concezione antroposofica considera infatti gli aspetti psichici come qualcosa che pervade l'uomo intero e non solo il sistema nervoso. La tripartizione delle funzioni psichiche e di quelle organiche ad esse correlate, frutto di una trentennale attività di ricerca spirituale da parte di Rudolf Steiner, si esplica nella totalità dell'organismo, nei sistemi organici, negli organi, nei tessuti e nelle cellule in senso sia morfologico sia funzionale e subisce delle modifiche con l'età dell'individuo.
Sulla base di questa polarità fra forze neurosensoriali e forze del ricambio, si può riconoscere un'altra possibile fonte di malattia nel loro squilibrio. Per esempio, se i processi di crescita e di rigenerazione propri del sistema del ricambio non vengono sufficientemente tenuti a freno dai processi distruttivi propri del sistema neuro-sensoriale, si può avere un eccesso di forze di crescita, di forze costruttive, che si manifesta questa volta non con un innalzamento doloroso dello stato di coscienza, ma piuttosto con un suo abbassamento, che può giungere all'ottundimento della coscienza stessa. Lo vediamo in certe malattie infiammatorie acute, specialmente in quelle con febbre alta, dove si assiste a un'imponente accelerazione dei processi del ricambio nel tentativo di dominare e di "assimilare" una qualità estranea introdottasi nell'organismo attraverso un'infezione o un trauma.
La tripartizione funzionale dell'organismo umano permette una considerazione unitaria e razionale delle svariate forme di patologie organiche e psichiche, riconoscendo spesso in ciascuna una caratteristica unilaterale di deviazione o di predominio dell'uno o dell'altro dei due principi contrapposti morfofunzionali descritti.
Fra le due polarità del sistema neuro-sensoriale da un lato e del sistema del ricambio e delle membra dall'altro lato il sistema ritmico esercita costantemente una funzione centrale equilibratrice. È il sistema ritmico a creare nela sua dinamica di equilibri la salute all'interno dell'uomo.
L'eccesso delle forze proprie del sistema neuro-sensoriale può generare le malattie denegerative: le malattie fredde, che portano a esagerazione della forma, dell'irrigidimento e dell'indurimento dell'organismo in toto o di una sua parte. Pensiamo alle malattie degenerative articolari, alle varie patologie sclerotiche e anche alle malattie tumorali. L'eccesso delle forze proprie del sistema del ricambio e delle membra può generare malattie calde, malattie febbrili: lo vediamo in molte malattie infiammatorie.
La comprensione del carattere polarmente contrapposto delle disposizioni di malattia fondamentali permette anche una visione unitaria del necessario intervento terapeutico: scopo della cura sarà quello di ricreare il giusto equilibrio, sempre fortemente individualizzato, tra i vari rapporti di forze, spesso facendo appello al sistema ritmico.
Anche le malattie psichiatriche vengono viste e considerate sulla base di tali corrispondenze, nella misura in cui è possibile riconoscere particolari disturbi del fine metabolismo di singoli distretti organici che si riflettono in alterazioni della vita psichica. Esse vengono quindi trattate anche nei loro aspetti somatici.
 



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