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I MOTIVI DEL MEDICO A CURARE O MENO CON L’OMEOPATIA

I motivi principali per cui un medico in possesso di una doppia competenza esclude l’indicazione omeopatica sono: 1) lo stato patologico del paziente dipende da una patologia curabile in maniera ottimale con le cure convenzionali, 2) lo stato patologico è mantenuto da circostanze immodificabili o che il paziente non intende modificare, 3) non ci sono evidenze che l’omeopatia possa essere di reale efficacia nella situazione clinica presentata, 4) Lo stato mentale del paziente non è affidabile in merito alla comprensione dello svolgimento del trattamento ed al suo monitoraggio, 5) Le circostanze ambientali non consentono un corretto svolgimento della cura omeopatica, 6) il paziente non intende sottoporsi ad una cura omeopatica.

Il motivo per cui un medico in possesso di una doppia competenza pone l’indicazione omeopatica può comprendere aspetti differenti, i cui principali sono: 1) la possibilità di migliorare o guarire una patologia o una condizione di salute non soddisfacentemente trattabile in modo convenzionale, 2) la possibilità di migliorare lo stato di salute complessivo (fisico e mentale) del paziente in modo più radicale di quanto possibile con le sole cure convenzionali, 3) l’assenza di effetti iatrogeni della cura omeopatica e l’eventuale cessazione di quelli legati alle cure convenzionali (in caso di cura omeopatica alternativa), 4) la realizzazione di una efficace prevenzione individuale primaria ed il miglioramento nel tempo della patobiografia del paziente.



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