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La medicina antroposofica: un ampliamento dell'arte medica

La medicina moderna nacque sostanzialmente nell'ultimo terzo del secolo XIX, quando il pensiero scientifico improntato al materialismo meccanicistico fece il suo ingresso anche in ambito medico. L'indagine scientifica venne da allora rivolta soprattutto all'aspetto fisico-materiale dell'uomo e della natura, dando così inizio al grandioso sviluppo della medicina e della tecnologia degli ultimi cento anni. Il progressivo arricchimento e affinamento dei mezzi diagnostici e terapeutici rese possibili molte conquiste e innegabili benefici per la salute collettiva.


I risultati più evidenti si sono finora avuti nel campo dell'igiene e in tutti gli aspetti più propriamente tecnici della medicina. Pensiamo ai grandi progressi della chirurgia in tutte le sue branche, della medicina d'urgenza, della anestesia e della rianimazione, delle biotecnologie al servizio della medicina.

A fronte di questi innegabili progressi si parla però oggi con sempre maggiore frequenza di una crisi della medicina. Una crisi riconoscibile soprattutto in una crescente disumanizzazione delle strutture sanitarie, se non dello stesso rapporto medico-paziente. Aumentano le malattie iatrogene, cresce l'insofferenza verso metodi diagnostici e terapeutici sempre più invasivi e problematici, nascono nuove questioni etiche riguardo ai momenti legati alla nascita e alla morte dell'uomo e alle tecnologie che finsicono per agire su aspetti considerati essenziali per l'identità e l'integrità dell'individuo. Sempre più il malato ricerca una consapevolezza di sé e della propria malattia e la possibilità di costruire un proprio percorso individuale di cura, scegliendo e integrando liberamente le possibilità offerte la medicina contemporanea.

In questa prospettiva storica va inquadrato l'approccio della medicina antroposofica, che intende ampliare l'ordinaria ricerca scientifica al di là di quanto è fisico-materiale e quindi percepibile con gli ordinari organi del senso, e che coinvolge nella sua indagine anche le dimensioni della vita, dell'anima e dello spirito dell'uomo e dell'universo. Nell'ambito della medicina antroposofica, quindi, vengono impiegati tutti gli strumenti della medicina convenzionale, in quanto con essi è possibile una corretta e precisa analisi della corporeità fisica dell'uomo e delle leggi fisiche proprie del mondo della natura.

Ma l'antroposofia o scienza dello spirito applica all'indagine degli aspetti non materiali della natura e dell'uomo dei metodi che le sono propri e che si sviluppano in tappe conoscitive esattamente verificabili, fondate sull'autoeducazione e sulla disciplina interiore.

L'antroposofia è infatti una via di conoscenza: una pratica di studio e di esercizi tesa a risvegliare nell'uomo facoltà di percezione più sottili e latenti, che rendano possibile indagare l'azione della realtà soprasensibile in quella sensibile. Lo sviluppo delle nuove facoltà percettive, chiamate da Rudolf Steiner "immaginazione", "ispirazione" e "intuizione", apre la possibilità di una conoscenza esatta e differenziata dei vari oggetti della ricerca e dei loro reciproci rapporti.
 



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