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PROFILO STORICO E DIFFUSIONE

L’Omeopatia è la prima medicina sperimentale dell’era moderna, poiché si trova già codificata nell’”Organo della Medicina Razionale” di Samuel Christian Hahnemann, edito a Lipsia nel 1810, opera che sarà costantemente aggiornata dall’autore (la 5° edizione, postuma); contemporaneamente inizia la pubblicazione delle monografie sperimentali dei medicamenti (Materia Medica Omeopatica).

Importata nel Regno di Napoli attraverso gli ufficiali medici austriaci, l’Omeopatia da lì si diffonde negli Stati Italiani, propagandosi anche in Francia, Inghilterra e Brasile. Per altre vie giunge invece in Russia, India ed America del Nord.

Il più spesso osteggiata dalla medicina accademica, con essa condivide basilarmente la fisiopatologia e la tossicologia, ma se ne discosta per l’uso di medicinali di tipo differente e per le procedure terapeutiche. Competitiva con la medicina dell’epoca sul piano pratico, diviene ben presto una medicina popolare, la migliore terapia di campo nelle battaglie, nonché la medicina preferita dalle principali corti reali dell’800.

Ancora all’inizio degli anni ’30 del secolo scorso si stima che circa il 30% dei medici nordamericani conoscesse l’omeopatia, prima che una legge proibisse loro di praticarla. Con la nascita della Medicina industriale, la diffusione dell’omeopatia subì un ridimensionamento in tutti i Paesi più industrializzati, continuando invece ad occupare un ruolo rilevante nei sistemi sanitari indiano e sud-americano (che tuttora mantiene).

In Italia, la ripresa dello sviluppo omeopatico risale agli anni ’70 del secolo scorso.

Viene considerata nell’Unione Europea e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la principale delle Medicine Non Convenzionali occidentali; ne è garantita la pratica, l’insegnamento e favorita l’integrazione con la Medicina Ufficiale, nonché la sua regolamentazione attraverso norme di legge specifiche.

Attualmente, l’Omeopatia è presente con proprie istituzioni in almeno 90 Paesi del mondo e si calcola provveda ai bisogni sanitari di circa 500 milioni di individui (il 7% della popolazione del globo).

La legislazione e le normative italiane riservano la pratica dell’omeopatia soltanto ai medici chirurghi e odontoiatri, ai medici veterinari ed ai farmacisti, ognuno secondo le proprie specifiche competenze. L’insegnamento post-laurea avviene attraverso istituti accreditati dall’Assessorato alla Salute delle singole Regioni. I medici competenti sono iscritti in specifici Elenchi pubblicati dagli Ordini dei Medici provinciali di appartenenza e nel Registro Nazionale dei Medici Omeopati e Docenti, che comprende anche gli insegnati, nonchè i veterinari (www.omeomed.net).  



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