MENU ×

Definizioni

Quando possibile, in campo medico e scientifico, sarebbero preferibili denominazioni precise, corrispondenti univocamente all’oggetto. Per tale motivo, questo sito non tratta genericamente di “Medicine Alternative, Non Convenzionali, Complementari, ecc.”, si occupa, invece, di descrivere la Agopuntura, la Fitoterapia, la Medicina Omeopatica, la Medicina Antroposofica e l’Omotossicologia, da parte dei medici che studiano ognuna singolarmente di tali Branche, ne hanno acquisito competenza ed esperienza, e giornalmente la praticano nella diagnosi e nella cura, unitamente alla Medicina ufficiale (Biomedicina) che hanno appreso all’università e costantemente perfezionato, come ogni altro medico.

La definizione di cosa sia ognuna di queste discipline è a loro carico e sotto la loro responsabilità, e viene pertanto riportata fra le RISPOSTE in ogni singola rubrica.

 

Scopo di questo breve glossario non è proporre definizioni “corrette”, ma favorire la consapevevolezza della complessità e dell’ambiguità connessa con l’uso delle parole correnti.

 

 

BIOMEDICINA

Detta correntemente anche “Medicina Scientifica”, “Medicina Occidentale”, “Medicina Ufficiale”.

Il prefisso “bio-“ intende connetterla con le Scienze Naturali moderne, con le quali condivide il Metodo di indagine della Natura ed i dati.

 

MEDICINA

In termini correnti e nell’uso istituzionale, per “Medicina” si intende uno specifico sistema coerente di diagnosi e cura.

Una seconda accezione del termine è quella universale (ad esempio: “la Medicina è una sola”).

Una terza accezione è all’apparenza identica alla precedente (“la Medicina è una sola”), ma intende invece riferirsi al fatto che esiste un solo tipo di Medicina correttamente intesa, mentre le altre non dovrebbero essere chiamate tali.

Il gioco terminologico è molto vicino a quello che risulta parlando di “Religione”: “ci sono tante religioni”, ovvero “la religione è una sola” (che può essere predicato, con opposta intenzione, in termini universali o integralisti).

 

MEDICINE ALTERNATIVE, MEDICINE NON CONVENZIONALI, CAM (Complementary and Alternative Medicines), MEDICINE TRADIZIONALI, MEDICINE EMPIRICHE, ecc.

Sono queste le dizioni più comuni (adoperate al singolare o, più correttamente, al plurale) per designare genericamente, soprattutto nei Paesi più industrializzati, tutte le forme di Medicina che non coincidano con la Biomedicina.

Tali definizioni sono utilizzate anche in sede istituzionale, per distinguere ciò che in ambito medico si intende nettamente differenziare da una “Medicina Ufficiale”, “Convenzionale”, “Tradizionale” (nel senso di “corrente”), “Scientifica”.

Tutte queste definizioni, pur essendo di pratica utilità, risulterebbero antropologicamente scorrette, poiché superimposte (non coincidenti con una autodesignazione).

 

 

MEDICINA SCIENTIFICA

In termini riduttivi, è adoperato come sinonimo di “Biomedicina”.

In termini epistemologici designa una Medicina fondata sul Metodo Osservazionale e Sperimentale Scientifico.

 

 

METODO SCIENTIFICO

Sinonimo di “Metodo Osservazionale e Sperimentale Scientifico”, le cui prime forme compiute si fanno risalire a Leonardo da Vinci (Capra, 2015) o, più comunemente, a Galileo Galilei (da cui anche “Metodo Galileiano”). Si considera introdotto nella Medicina moderna da Claude Bernard (“Introduzione alla Medicina Sperimentale”, 1845).

Il Metodo Scientifico di indagine della natura vivente di Bernard, diversamente da quello a lui precedente, mette maggiore enfasi sulla sperimentazione piuttosto che sulla “osservazione in profondità” che precede la sperimentazione stessa; e soprattutto recepisce le istanze positivistiche di rivolgersi unicamente ai dati oggettivi (osservazione in terza persona) e di formulare teorie sul vivente di tipo meccanicistico.

Una diversa formulazione del Metodo Scientifico in Medicina era in precedenza stata proposta da Hahnemann (“Organo della Medicina Razionale”, 1810), invece basata sull’indagine dei dati soggettivi-relazionali-oggettivi (in prima, seconda e terza persona) e basato sulla formulazione di procedure operative piuttosto che su teorie sul vivente (comunque di stampo “vitalistico”). Tale formulazione del Metodo appare oggi più vicina alle Scienze della Complessità ed al Metodo Neurofenomenologico adoperato in Neuroscienze (Varela, 1997), piuttosto che al Metodo Scientifico applicato in Biomedicina.

 

In termini epistemologici, la Biomedicina adopera il Metodo Scientifico in modo “invariabile rispetto l’oggetto”, il che le consente di recepire come dati propri quelli di ogni scienza meccanicistica oggettiva.

Ogni altra Medicina “adegua il Metodo Scientifico in riferimento all’oggetto”, introducendo pertanto altri universi di dati in prima e seconda persona. Il che amplia il campo operativo della Medicina, ma ne riduce la predittività misurabile.

 

Il problemi legati all’interpretazione del Metodo Scientifico sono l’argomento centrale dell’Epistemologia contemporanea e sono, ovviamente, problemi aperti allo sviluppo stesso della Scienza.  Malgrado la sua importanza nella costruzione concettuale della Medicina e persino nella percezione della realtà clinica, l’Epistemologia Medica è un argomento assai marginale nella competenza accademica acquisita dai medici; e viene più facilmente approfondito da filosofi, antropologi e sociologi. Questo sito, nel dedicare una speciale sezione alla EPISTEMOLOGIA MEDICA, intende riportare l’attenzione sull’argomento in ambito medico, poiché il riferimento ad una correttezza scientifica condivisa è destinato sempre più ad essere il riferimento basilare dello sviluppo della Medicina, oltre ad essere correntemente adoperato in termini di politica sanitaria per valutare l’appropriatezza delle cure.