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Epistemologia

La Epistemologia è la riflessione sulla Scienza. La Epistemologia Medica è la riflessione sulla Medicina che si serve della Scienza.

 

La nascita della Medicina razionale avviene in Occidente con il Corpus Hippocraticus, che si discosta dalla tradizione sapienziale degli Asclepiadi nella formulazione di coordinate osservazionali trasmissibili e verificabili.

In Cina, la stessa esigenza è alla base del HoagdiNeiJing, libro di Medicina pratica codificato nel corso del I millennio a.C.

 

Separare la medicina dalla sapienza operativa degli Antichi fu un prezzo da pagare. In epoca romana, Celso affermava: “Ippocrate fu il primo che sottrasse la Medicina alla Sapienza”. Ma è pur vero che la sottrasse, nel contempo, all’empiria non controllata.

Anche Platone (Fedro) si dispiacque che ormai fosse separato “ciò che è da dire al medico e ciò che è da dire al sacerdote”. In realtà, il distacco della Medicina dalla Scolastica e dalle religioni occupò tutta la storia dell’occidente, fece molte vittime illustri e si concluse soltanto con la contrapposizione illuministica.

 

Il meccanicismo interamente fondato sui dati obbiettivi fu -ad un tempo-  il peccato di nascita e la gloria futura del Metodo Osservazionale e Sperimentale Scientifico la cui fondazione, formalmente, si attribuisce a Claude Bernard (“Introduzione alla Medicina Sperimentale”, 1845).

Alcuni anni dopo, Karl Jaspers (“Trattato di Psicopatologia Generale”, 1913) propose una “convenzione”, subito adottata, che divideva definitivamente la patologia psichica da quella somatica, riducendo definitivamente la Medicina alla pura osservazione “in terza persona”.

 

Ciò che avvenne tra Ippocrate e Claude Bernard –si tratta di più di duemila anni- costituisce la Storia della Medicina Occidentale, la cui trattazione non occupa tuttavia un grande spazio nella formazione del medico, secondo l’implicito che essa non abbia ormai più molto di pratico da suggerirci.

Da un punto di vista epistemologico, ciò non depone bene per la nostra saggezza contemporanea. Un progresso interamente costruito sul superamento del passato testimonia soprattutto una presunzione culturale: poiché dalla storia della Medicina e della Scienza ognuno ci prende quello che vuol prenderci, la Medicina attuale ci prende soltanto la conferma della superiorità del suo Metodo, anzi dell’interpretazione attuale di tale Metodo che noi oggi chiamiamo “moderna” e consideriamo l’unica affidabile.

 

Sino alla fine dell’800, la Scienza –nel senso moderno del termine- era solo uno dei riferimenti dell’Arte Medica, che continuava ad insegnare Ippocrate e Galeno nelle università. Deposte queste ceneri del passato, il ‘900 è stata l’apoteosi della Scienza in Medicina ed il passaggio dalla Scienza Medica a scienza industriale, e della Medicina da Arte a Scienza. Indubbiamente un grande progresso. Ma non è assolutamente detto che i problemi con cui la Medicina del presente si confronta necessitino della stessa soluzione di quelli a cui rispose Claude Bernard quasi duecento anni fa.

 

Un grande stimolo alla riflessione epistemologica fu prodotto dal cambio di paradigma avvenuto in Fisica all’inizio del ‘900 che avrebbe potuto cambiare le coordinate di tutto il sapere delle Scienze Naturali, cosa che invece non avvenne (e tuttora non avviene).

Su questa scia, negli anni ’70 del secolo scorso, emerse il bisogno di considerazioni complessive su tutta la faccenda e nacque un rinnovato interesse per la Medicina da parte di filosofi, antropologi e sociologi. Cito: Popper, Khun, Lakatos, Feyereband, Latour.

Parallelamente si cominciò a parlare di Scienze della Complessità, di Pensiero Sistemico, di recupero delle Tradizioni ed anche di Medicine Non Convenzionali.

 

Attualmente (fortunatamente) di epistemologia si parla meno in termini filosofici, poiché le problematiche lasciate aperte del Metodo di Bernard, allontanate dalla porta principale, cominciano –per così dire- ad entrare dalle finestre. Oggi fanno parte della Scienza Medica: la PNEI, l’Epigenetica, la Biofisica, la Neurofenomenologia adoperata in Neuroscienze, le Psicoterapie, e varie altre correnti che già operano nell’ambito di un Metodo Scientifico più comprensivo. In realtà di un paradigma più vasto.

Contemporaneamente, malgrado il suo restringersi come estensione di significato, la Maine Science continua a fornirci strumenti irrinunciabili.

 

Necessiterà una pacificazione.

Come diceva Varela: “Non si tratta di contrapporre l’olismo al riduzionismo, si tratta di fare “buona scienza””.