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LE MEDICINE OMEOPATICHE SONO SICURE ?

La sicurezza di una terapia medica è valutata attraverso la sicurezza d’impiego dei suoi medicinali.

Il Sistema Italiano di Sorveglianza delle sospette reazioni avverse a prodotti di origine naturali, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, ha registrato circa 1500 reazioni avverse a “medicinali naturali”, di cui 120 dovute a “prodotti omeopatici”, negli ultimi 12 anni.

Fra questi 120 casi contemplati, l’unico caso di reazione grave accertata è stata dovuta ad un collirio organoterapico che conteneva una contaminazione batterica (e che è stato ritirato dal commercio).

Di tali 120 reazioni in 12 anni, 40 (un terzo) sono dovute a prodotti omeopatici propriamente detti (c.d. unitari).

In totale, pertanto, i casi di sospetta reazione avversa per i “prodotti omeopatici” consistono, in media, in 12 casi all’anno, di cui solo 4 casi all’anno dovuti a medicinali omeopatici propriamente detti.

[Nell’ambito di detto Sistema Italiano di Sorveglianza, è stato utile distinguere tre generi di metodologie omeopatiche: quella classica, quella poliprescrittiva e quella tramite complessi. La rilevanza di eventi avversi cresce infatti, nell’ordine, in queste tre categorie: l’omeopatia classica (unicista) è in assoluto la più sicura.]

 

I dati AIFA del totale delle sospette reazioni avverse dovute a farmaci convenzionali sono dell’ordine dei 15.000 all’anno.

Per essere comparabili, tali dati dovrebbero essere riferiti al numero di prescrizioni complessive dei due tipi di medicinali. Il rapporto assoluto delle sospette reazioni avverse fra le due categorie di medicinali, invece, è di 1/1.000 (di 0,3/1.000 se ci si riferisce ai prodotti omeopatici propriamente detti) a favore dei medicinali omeopatici rispetto quelli convenzionali. È un dato enormemente significativo.

Secondo i dati ufficiali, i medicinali omeopatici risultano pertanto essere in assoluto i medicinali più sicuri in nostro possesso.

 

Riferimenti.

Abbiamo riportato i dati pubblici disponibili. Informazioni più dettagliate sui dati ufficiali possono essere richiesti al Sistema Italiano di Sorveglianza ed all’AIFA.



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